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L’educazione in natura aiuta i bambini a vivere esperienze di calma e quiete

La vita è l’espressione di una bellezza infinita.
Possa questo eterno desiderio di
bellezza irradiarsi attraverso ogni mia azione e pensiero.

P. Yogananda

Una volta avevo una classe di quarta elementare molto piccola che amava stare all’aperto, ma due o tre alunni non ne ricavavano un grande beneficio a livello profondo, perché erano molto impegnati a correre, urlare e a prendere a bastonate le piante.

Così decisi di leggere alla classe un libro dal titolo “The Tracker. Il cacciatore di orme” di Tom Brown, un esperto di sopravvivenza nella natura e di tracking. 

La storia parla del suo addestramento insieme al suo migliore amico e al nonno di quest’ultimo, un Apache. 

Il libro è abbastanza “macho” da interessare i “duri” della classe, ma comunica anche un immenso rispetto per la natura e l’importanza di prendersi del tempo per osservare in silenzio.

Dopo aver letto il libro, i miei alunni cominciarono a imitare i suoi protagonisti durante le attività all’aperto. Ricordo la volta in cui l’intera classe si sdraiò spontaneamente a terra nel parcheggio (!) durante la ricreazione, per osservare le formazioni di nuvole, insistendo perché anch’io facessi la stessa cosa. 

Un’altra volta andammo verso un ruscello dei dintorni con l’intenzione di fare un picnic, ma poi cominciò a piovere. Io volevo tornare in classe, ma i bambini mi ricordarono che i personaggi del libro non si sarebbero lasciati intimidire da un po’ di pioggia o di neve. 

Così ci avvicinammo al piccolo corso d’acqua e ci accovacciammo lungo le sue sponde. Ci sparpagliammo in cerca di punti asciutti e mangiammo in silenzio, osservando gli uccelli, gli insetti e la pioggia che cadeva sull’acqua. Eravamo tutti felicissimi di trovarci lì: fu un momento veramente indimenticabile. 


L’unica parola che mi viene in mente per descrivere quello che provammo è un senso di sacralità”.

Prepariamo il contesto

Come si può aiutare un bambino a vivere un’esperienza di pace e di unione con la natura?

Crea un’atmosfera di calma e ricettività.

Se i bambini sono irrequieti dagli l’opportunità di sfogare prima la loro energia, con un giro in bicicletta, una corsa, o una passeggiata di buon passo. Ascolta ciò che desiderano raccontarti. Fai in modo che si sentano a loro agio, prima di guidarli in un’attività di osservazione in silenzio o di ascolto interiore.

Troviamo un luogo tranquillo

e poco frequentato per aiutarci a entrare in comunione con la natura e non con le altre persone. Anche se l’ideale è recarsi in una zona di natura incontaminata, va benissimo in alternativa anche un angolo nascosto di un parco cittadino o del giardino di casa. Quasi tutti i bambini sono in grado di aprire il cuore alle diverse forme di vita del mondo naturale. Nella natura, questa espansione della coscienza avviene “naturalmente”! 

Il tempo è un ingrediente molto importante:

correre veloci, osservando di fretta, non ci aiuterà a espandere la nostra consapevolezza. Dobbiamo riuscire a sintonizzare i nostri movimenti e il nostro respiro con il ritmo della natura. A chi guarda solo con occhi fugaci e impazienti il tesoro della natura rimane nascosto.

Solo quando diventiamo un parte della natura, e non un elemento di disturbo, si risveglia un senso di comunione con tutto quello che ci circonda. 

E questo senso di comunione risveglia amore, gioia e pace dentro di noi.

Un’attività da provare: Incontra un albero

Questa attività è tratta dal libro Vivere la natura, del naturalista Joseph Cornell.

Il libro contiene moltissime proposte per guidare bambini ed adulti a sviluppare la sensibilità attraverso la natura. 

Benda gli occhi del bambino e accompagnalo lentamente verso un albero che avrai scelto in precedenza. Chiedigli di toccare il tronco, di sentire la presenza del muschio, di sentire il profumo della corteccia, di abbracciare l’albero se vuole, e di parlargli mentalmente e provare ad ascoltarlo. 

Lasciagli tutto il tempo di cui ha bisogno per percepire ogni dettaglio del suo albero, verso il basso, verso le radici, e verso l’alto, più in alto che può con le sue mani. 

Dopodiché, lo accompagni di nuovo al punto di partenza e gli togli la benda. A quel punto, gli chiedi di ritrovare il suo albero! 

È un’attività bellissima: alcuni bambini sviluppano un rapporto tale con il loro albero da voler tornare a trovarlo molto spesso.



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